Cast away in Sylvania

Capitolo 14: il ritorno della Banshee

Addentrarsi nella Sylvania di notte guidati da un pazzo.

“Let’s torch the house.”
Van Hopkin due millisecondi dopo aver osservato da lontano la casa dei Dimitrescu

“To me!, sons of Sigmar… For the Empire!”
Van Hopkin si incazza durante l’attacco della banshee

  • Dopo una notte all’addiaccio al freddo, il gruppo (PNG: Van Hopkin, Mandibola e quattro guardie dello Stirland; PG: Torgrim, Frida, Dieter, Brontir, Isabel) riparte. Persi nella brughiera, impiegano tutto il giorno per ritrovare la casa dei Dimitrescu. I personaggi riescono a parole a convincere Van Hopkin di non essersi persi, ma di aver fatto un giro più lungo per evitare il ponte di Santa Kattarina.
  • Il gruppo si accampa fuori dalla casa dei Dimitrescu, dopo che Van Hopkin l’ha esaminata e data alle fiamme. Van Hopkin continua a dirsi speranzoso riguardo al fatto che la figlia sia persa nei boschi.
  • Durante la notte, la banshee del ponte di Santa Helma arriva ad assaltare l’accampamento. Non riesce a uccidere nessuno, anche se ne ferisce molti e ne mette in fuga ancora di più. Alla fine sarà scacciata da Van Hopkin che prega col talismano magico di Harold.
  • Una delle guardie, fuggendo, ignora i richiami di Dieter che la colpisce alla schiena con una balestrata. Quando tutti si riuniscono dopo l’attacco della banshee, la guardia ferita da Dieter manca all’appello.
  • Il gruppo si divide in due squadre: da una parte Van Hopkin, le tre guardie sempre più demotivate e Mascella; dall’altra i personaggi. La prima squadra si dedica alla ricerca di Helga Van Hopkin, la seconda al recupero e al conseguente sterminio di quel che resta dei Dimitrascu. Van Hopkin è stato categorico a riguardo, perché “sono stati toccati dal male”.
  • I personaggi decidono di ignorare i segni della slitta lasciata ormai quattro giorni prima da nonna Dimitrescu ed i suoi nipoti in fuga, e correre indietro al villaggio, dalla sacerdotessa Sara, per chiedere ausilio.
  • Lungo la strada, i personaggi incontrano uno zombi. Si tratta della guardia fuggita durante l’attacco della banshee. Ri-uccisolo, lo esaminano. E’ morto dissanguato, e ha sengi di denti (canini acuminati) su un fianco, dove le vesti sono imbevute di sangue. Un esame più attento del morso rivela una bocca piccola, ma non abbastanza piccola per essere quella di un bambino, e numerosi denti mancanti. I sospetti cadono su nonna Dimitrescu. I personaggi, emotivamente, sono lievemente scossi.
  • Arrivati al tempio abbandonato di Shallya, ai confini del bosco, si accampano e mandano Isabel a cercare aiuto. La scelta cade su di lei perché non è mia stata vista né a Nurefhuss né al fortino, ed è umana (Brontir potrebbe accompagnarla, ma i nani sono malvisti dai villici silvani).
  • Isabel viene avvicinata dalle guardi del fortina, accampa scuse e dopo un’iniziale battibecco con il capitano del forte, viene fatta entrare, rifocillata e costretta a pagare un pedaggio.
  • Isabel scopre che sono tutti in subbuglio per via del vampiro, ne temono la presenza, non escono di notte e i cittadini non escono nemmeno dalle mura. Non c’è più nessuno nei campi.
  • Contro il consiglio dei soldati, Isabel va al villaggio. Non la lasciano entrare, ma dopo aver parlato un po’ col bullo appostato sulle mura, alla fine le aprono le porte e la lasciano conferire con Sara. (Nel frattempo, mentre attende l’arrivo di Sara, Isabel è bersaglio degli insulti e delle maledizioni di una vecchia.)
  • Facendo accostare Sara con la scusa di una confessione, Isabel riesce a spiegarle la situazione.
  • Sara è trattenuta a forza dagli abitanti del vilaggio mentre tenta di uscire e le porte si chiudono davanti a lei.
  • Isabel torna all’accampamento. Il gruppo si prepara per la notte, attendendo Sara.

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dottornomade

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