Cast away in Sylvania

La campagna finisce.

Così ha deciso il master.

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Capitolo 21: Una visita di sorpresa nella notte
Because the night is dark and full of terrors

Mentre Van Hopkin è sempre in giro con Frida e Torgrim, gli altri personaggi si danno da fare a Waldenhof.

  • Dieter resta nascosto nella taverna e attende che Rhus, l’oste, riesca a fissargli un appuntamento con Argast. Così facendo, si accorge che l’oste non è solo mandare avanti la taverna, ma ci sono anche sua suocera, chiamata da tutti Frau Schluss, che non si esime dal criticarlo in continuazione e dal ficcare il naso negli affari dei PG, e Loren, un barbone che è assunto come servo tuttofare.
  • Brontir va dalle guardi cittadine a chiedere se hanno notizie della presunta strega Herrfrauler, ma l’unica cosa che riesce a concludere è assaggiare gli ottimi chiodini sott’olio col pane che sta mangiando il capitano delle guardie.
  • Le Charmant rientra per cena accompagnato addirittura da De Var Ville in persona, Argast e altri mercenari bretonniani con alto grado. Bevono e mangiano, invitano Brontir e Isabel a brindare alla puttana Bretonnia e gozzovigliano. Non scoprono l’esistenza di Dieter, e a cena ultimata si avviano verso l’area del vecchio porto fluviale abbandonato, ove sono i bordelli e le sale di gioco d’azzardo clandestino.
  • Argast rimane in taverna, Dieter esce allo scoperto e insieme a Brontir e Isabel discute col mago. Il mago pare molto ben disposto con i personaggi, e spiega che comunque, anche se li odiasse, non racconterebbe che Dieter si nasconde lì per evitare problemi più grandi. Del tipo: i bretonniani che provano ad uccidere Dieter, e il cacciatore di streghe che si incazza.
  • Argast declina l’offerta delle ceneri di vampiro, poiché è troppo rischioso, e li invita sbarazzarsene immediatamente. Dà anche a intendere di non essere del tutto sicuro che i PG non stiano mettendolo alla prova per vedere se è corrotto, visto che comunque lavorano per Van Hopkine (Certo, se fossimo ad Altdorf, nel mio ufficio alla Scuola di Magia… ma siamo in Sylvania. E poi, voi lavorate per un cacciatore di streghe.)
  • Loren è stato mandato fuori dalla taverna, per garantire ai PG un colloquio privato con il mago. Allo stesso modo, Rhus è andato al piano di sopra.
  • Dopo che Argast si è congedato, il sole oramai è tramontato. L’oste è deluso dal fatto che l’affare non sia andato a buon fine, e così non può ottenere un altro anticipo da Dieter. Dopo un po’ di mugugni, torna al piano superiore, dimenticandosi di richiamare Loren.
  • La porta si spalanca, mentre Loren grida cercando di rientrare. E’ assalito da due umanoidi simili a barboni appestati.
  • I PG si preparano a fronteggiarli, riconoscendoli come ghoul. Altri due ghoul sfruttano la porta spalancata della taverna per entrare ringhiando, gli artigli che colano il loro veleno nero.
  • Un quinto ghoul dall’aspetto di donna si avventa su Loren, ma non per squartarlo: in un Reikspiel grottesco, intima ai ghoul compagni di lasciar perdere e fuggire. Questi la ignorano e corrono dentro la taverna. Dopo un’attimo di esitazione, anche lei li segue.
  • C’è una battaglia, in cui interviene anche l’oste armato di arco. Sedie e tavoli gettati da tutte le parti, Dieter e Isabel barricati in cucina, Brontir ferito e terra. Isabel, dopo aver abbattuto da sola due ghoul, riesce a scappare lasciando i suoi compagni gravemente feriti e l’oste rinchiuso nella camera degli ospiti.
  • I ghoul la inseguono per Waldehof, nella notte, mentre inutilmente ella cerca aiuto. Si dirige verso la caserma delle guardie quando la ghoul femmina le si avventa addosso. Isabel la uccide.
  • La sessione termina con Isabel che batte i pugni disperata sul portone, mentre gli altri due ghoul si aggirano ghignando e sbavando nei vicoli lì vicino, cercandola.

Bilancio: 2 punti fato andati.

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Capitolo 20: arrivano i bretonniani!
Sempre di stanza a Wadnehof, in assenza di Van Hopkin, le cose si complicano
  • I personaggi continuano a vivere al Puledro Impennato a spese di Van Hopkin.
  • I primi bretonniani arrivano in città dell’accampamento. Ser Etienne, detto le Chamant, si presenta sfavillante alla taverna, dicendo che ha sentito essa sia la migliore di Wadenhof. In questo modo fa la conoscenza di Brontir e Isabel, mentre come da accordi con l’oste, Dieter è nascosto in cucina. (Sempre secondo l’accordo, l’oste avrà un anticipo dei soldi che Van Hopkin gli deve se fa in modo che Dieter, servo personale di Van Hopkin, riuscirà di nascosto ad avere un colloqui con Argast.) Dopo un lauto pasto, Etienne si ritira nella stanza comune, per dormire su un vero letto dopo mesi.
  • Brontir e Isabel girano per la città alla ricerca di informazioni sulla signora Herrfrauler, la stracciaiola che tutti temono e additano come strega con cui Isabel aveva avuto un incontro raggelante il giorno precedente. Prima, però, vanno a cercare Mandibola. Si dirigono quindi alla strada dei Fabbri, dove si trovano i fabbri ferrai e gli armaioli di Wadenhof.
  • Alla piazzetta con la forgia comune, intercettano un ragazzetto che sta portando un secchio di carbone tenendolo con entrambe le mani, cui Brontir chiede informazioni sulla casa di Mandibola. Il ragazzetto è restio a parlare con uno straniero (un nano!) ma poi risponde. Brontir gli allunga allora uno scellino. Prima che il ragazzetto inizi a gridare a squarciagola, Isabel gli intima il silenzio con un gesto. Il ragazzetto allora si sbriga ad ingoiare la moneta, molla il secchio a terra e scappa.
  • Trovata la casa di Mandibola, i personaggi scoprono che è deserta, le imposte e la porta chiuse. Girando nei pressi della casa, vengono apostrofati da un uomo che li osserva da una finestra. Dopo un’iniziale battibecco, l’uomo fa amicizia con i personaggi e li invita in casa, dove vive con la moglie. Si tratta di una coppia, ovvero l’unico pittore di Wadenhof (Karl-Franz) e sua moglie (Olivia).
  • Dopo qualche chiacchiera, tè mescolato a tintura gialla (detta il grattato di roccia degli elfi) e Brontir che racconta della storia dei nani, di cui il pittore e la moglie sono interessatissimi, l’atmosfera si scioglie. I personaggi osservano le opere inquietanti dipinte da Karl-Franz, e i suoi bei ritratti sul legno. Gli consigliano di fare un salto al Puledro Impennato, per proporre a Etienne di farsi ritrarre. Quando gli chiedono di Mandibola, all’inizio il pittore è restio a dare informazioni, dice solo che è tornato a casa ma adesso non è più lì perché vuole stare da solo, o non farsi trovare. Dice anche che lo cercherà insieme alla moglie, e gli dirà che i personaggi lo cercano.
  • Dopo la visita al pittore, Isabel e Brontir vanno alla caserma delle guardie cittadine di Wadenhof, dove le due guardie all’ingresso sono molto poco collaborative. Alla fine, si incazzano per le troppe domande di Isabel riguardo alla signora Herrfrauler e vanno a chiamare un drappello di altre dieci per arrestarla con l’accusa di insubordinazione. Quando escono, però, scoprono da Brontir che Isabel è al servizio di Van Hopkin, dunque cambiano radicalmente atteggiamento. Falsi e servizievoli, sostengono che terranno gli occhi aperti di trovare la signora Herrfrauler.
  • Tornati in taverna, Isabel e Brontir trovano Karl-Franz intento a dipingere un ritratto a Etienne, che lo paga. Soddisfatto, il pittore dice ai personaggi che non solo ha trovato Mandibola, ma che questi si presenterà da loro di sua sponte. La sera, infatti, Mandibola ha un colloqui privato con Brontir e Isabel. Nonostante le sue tipiche battute da squilibrato, sembra palese non si fidi di loro, specialmente dopo che gli confermano il loro impegno con Van Hopkin. Incalzato dalle domande, prima si assicura di non essere in arresto, poi si lascia scappare un ma, del resto, se quella notte Van Hopkin avesse fatto qualcosa di sbagliato, io ho visto male. Infine, se ne va (quasi scappando nella notte).
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Capitolo 19: di stanza a Waldenhof
Cazzi che succedono in circa 2 mesi al servizio di Van Hopkin

Siparietto

Il tempio abbandonato di Shallya, circa un chilometro da Nurefhuss. L’alba. La foresta è silenziosa, la bruma si solleva dal terreno avvolgendo le caviglie di Frida. Fa freddo, il freddo umido sgradevole della Sylvania verso la fine dell’anno. Esattamente due settimane prima del Mondo Fermo, qui è tradizione pregare santa Kattarina all’alba, quando gli ultimi zombie ancora si attardano sul limitare del bosco, prima di sparire tra le fronde fitte. Frida, appena scoperto questa usanza, ha deciso di seguire la tradizione. Quando i compagni le hanno fatto notare che è pericoloso andare da sola nello stesso punto dove un mese prima due vampiri avevano tentato di strapparle le budella, lei ha risposto: “Ma è tradizione.”
C’è stato un battibecco, finito con i nani che burberamente sentenziavano: “Allora arrangiati, ci vai da sola!”

E allora eccola, Frida, da sola, in piedi tra i ruderi del vecchio tempio, che supplica Shallya e Santa Kattarina di avere pietà per questa terra corrotta. Prega con le mani giunte e gli occhi chiusi.

Sente il rumore di un ramo spezzato. Con movimenti studiati, imbraccia rapidamente la balestra. Apre gli occhi, ma continua a salmodiare. Si guarda attorno, ma ci sono solo alberi immobili, spogli, la corteccia imbevuta di umidità gelida.

Lontano, ma in raggio di vista, sta acquattato Torgrim. Cerca di stare immobile e non fare rumore, ma ogni tanto ha un brivido, e alla fine crack!, ha fatto un rumore spezzando un rametto col piede. Pensa: “Brava, ha subito imbracciato la balestra. Però, stupida ragazzina. Pregare da sola nel bosco…!”

Ancora più lontano, ma in raggio di vista, sono nascosti Brontir e Isabel.
Isabel dice: “Il vecchio nano ha fatto un rumore.”
Brontir non le risponde. Lei prosegue:
“Continuiamo a tenerlo d’occhio? Fa freddo, possiamo tornare al fortino.”
“Certo che continuiamo a tenerlo d’occhio. Lui protegge Frida di nascosto, noi proteggiamo lui di nascosto.”

Molto più lontano, al forte, la botola della torre si apre. Salgono il medico e Dieter. Sono entrambi sbronzi.
“Dovremmo andare a dormire, qui il sole sta sorgendo…”, dice il medico.
“Pare una buona idea.”
“I tuoi compagni… hai visto? Prima è uscita Frida. Poi il nano vecchio e insolente, un minuto dopo. E un minuto dopo ancora, gli altri due. Dove andavano?”
“Ma cosa ne vuoi che ne sappia io?”

- – - – -

La sessione (assestamento dopo una lunga pausa della campagna)

  • Dopo 3 settimane passate nel forte di Nurefhuss pattugliando la zona senza trovare niente, e senza che succeda niente, Van Hopkin decide che è ora di tornare a Waldenhof.
  • Mandibola, invece, senza dire una parola, era tornato da solo a Waldenhof due giorni dopo che Van Hopkin era giunto al forte, non partecipando ai pattugliamenti nonostante la buona paga.
  • Al Puledro Impennato, i personaggi hanno finalmente ricevuto la loro lauta paga. Van Hopkin è subito partito per “alcuni affari nello Stirland”, portando con sé Frida e Torgrim.
  • Brontir, Dieter e Isabel sono rimasti nella capitale della Sylvania, con l’ordine di tenere gli occhi aperti e indagare.
  • Isabel ha cercato, senza successo, di prendere contatto con i preti di Shallya. Le porte del tempio sono rimaste chiuse, mentre i mendicanti ammassati attorno l’hanno importunata. Ha anche incontrato una strana vecchia stracciaiola, che si dice sia una strega e porti sfortuna. Gira con un carretto pieno di stracci da cui penzola la testa impagliata di una bimba, legata con una catena.
  • I mercenari bretonianni al soldo di De Var Ville sono arrivati in città, e hanno ottenuto il permesso di accamparsi fuori. Sono accompagnati dai Norsmanni ma non dai nani.
  • Dieter paga l’oste del Puledro Impennato per nasconderlo in cucina e non dire a nessuno della sua presenza, specialmente ai mercenari bretonniani. In cambio, l’oste ottiene 10 CO di anticipo sul pagamento mostruoso del cacciatore di streghe, 2 CO extra e la possibilità di affittare il letto di Dieter (già pagato da Van Hopkin) a qualcun altro. Inoltre l’oste ha il compito di attirare in locanda Aargast, se è presente e insieme ai bretonniani, per un accordo segreto.
  • Isabel e Brontir alle spalle di Van Hopkin, lasciano che si vendano i restanti letti della stanza comune (sempre pagati da Van Hopkin) in cambio di metà del guadagno.
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Capitolo 18: la riabilitazione di Van Hopkin
I hurt myself today

EVERYONE I KNOW GOES AWAY, IN THE END.

I hurt myself

Siparietto.

Van Hopkin sussulta mentre la bocca gli si riempie di sangue. Sente le budella ritorcesi. Gli manca il fiato, sputa il sangue e annaspa. Con la mano sinistra colpisce la tazza di zuppa avvelenata, la scaglia via. Si contorce sulla sedia, le gambe scalciano. Afferra il ciondolo che porta al collo: un piccolo martello di pietra.

Dissolvenza.

Villaggio da qualche parte nel nord dell’impero: povere case, fascine di paglia, campagna brulla. Tutti gli abitanti sono in silenzio, stanno per assistere a un’esecuzione al centro della piazza. Un prete di Morr si avvicina alla pira, ove è legato un uomo grasso, a torso nudo, calvo, che rabbrividisce per il freddo. Dal grosso ventre dell’uomo sporgono una dozzina di piccole braccia, braccia grassocce di neonato coperte di venature color porpora dall’aspetto malsano. Dopo aver impartito una benedizione, il prete di Morr appicca il fuoco. Le piccole braccia si agitano e si contorcono mentre le fiamme avvolgono l’uomo urlante.

Tra la folla, un bambino è avvinghiato alla gamba di un prete di Sigmar barbuto, dall’aspetto severo.
“Hai fatto bene,” dice il prete di Sigmar “il caos lo aveva preso.”
Il bambino nasconde gli occhi sotto la mano, le guance rigate di lacrime, ma il prete di Sigmar lentamente gliela scosta.
“Devi vedere.”
Mentre il prete di Morr inizia ad arringare la folla su come il caos si nasconda ovunque, col sottonfodo delle urla del mutante, il prete di Sigmar fa scivolare qualcosa tra le mani del bambino, che afferra senza guardare. E’ proprio il ciondolo di pietra a forma di martello.

Dissolvenza.

Il cielo è plumbeo su Wadenhof. Helga è avvolta nella sua mantellina scarlatta, guarda indietro verso i suoi due compagni, Otto e Harold, che si attardano fuori dalla porta del Puledro Impennato. Otto esce e le va incontro, ma al di là della porta, dentro la taverna, Van Hopkin ferma Harold trattenendolo per la manica.
“State attenti, là fuori.”
Van Hopkin dà ad Harold il ciondolo.
“Sai già come usarlo. Non deludermi.”

Dissolvenza.

Il sangue si spande sul tavolaccio di legno, Van Hopkin sta tossendo. Il vecchio silvano crolla sul pavimento sbavando sangue, il corpo scosso da spasmi.
“Aiuto…”, mormora Van Hopkin.

La sessione.

  • Mentre Van Hopkin collassa, i personaggi cercano aiuto, ma non prima di averlo derubato delle pistole e del borsello.
  • Il vecchio non riceve assistenza.
  • Firda era già andata da Sara in precedenza, trovandola impengata con una partoriente. Decide di attendere fuori dalla casa della detta partoriente.
  • Intenzionalmente, gli altri personaggi non contattano Sara. Portano Van Hopkin al forte, mentre questi si divincola e cerca di lanciare un incantesimo di cura, ma i personaggi glielo impediscono con la scusa di doverlo portare via.
  • Davanti al forte, Van Hopkin collassa e Brontir lo salva, prolungandogli la vita finché non arriva Franz a soccorerlo.
  • Dieter torna al villaggio, recupera Frida, passano dentro alla casa del vecchio che ha avvelenato Van Hopkin e ci trovano la famiglia riunita attorno al cadavere del loro capofamiglia. Se ne vanno prima di venire linciati, mentre il portone delle mura si chiude pesantemente alle loro spalle.
  • Franz dice che il veleno è polvere di rosa della Sylvania. Probabilmente, solo Sara al villaggio sa come trattarle, inoltre si raccolgono d’estate, quindi la cosa era premeditata. inoltre, Franz vede che i personaggi hanno pistole e borsello di Van Hopkin.
  • I peronaggi parlano col capitano del da farsi, e lo trovano assolutamente non disposto a chiudere un occhio su un’eventuale assassinio di Van Hopkin.
  • I popolani si incazzano e si asserragliano dentro al villaggio. Fuochi sempre accesi, gente sulle mura. I bambini tornano al villaggio. I popolani fermano le ronde. Vengono a protestare la loro fiera indipendenza fuori dal fortino. Il capitano non riesce a riportarli alla ragione, ma con l’intrvento dei personaggi, i vecchi si tranquillizzano e si apre un canale di comunicazione, del tipo: villaggio e fortino si organizzano ciascuno per i fatti propri, ma ci si tiene aggiornati. Inoltre, si scopre che il veleno era stato dato al vecchio sì da Sara, ma da ingoiare in caso volesse suicidarsi per evitare le torture.
  • Il vampiro ignora ancora il forte, attacca il villaggio, ma viene respinto da una granguola di frecce, e si allontana.
  • Van Hopkin si riprende durante la notte e dopo molti sforzi (per riuscire nello spell deve riuscire a incanalare e poi tirare 9 col dado) riesce a curarsi e riprendersi.
  • Le pistole vengono ridate a Van Hopkin, ma il borsello viene dato per perso o rubato. Van Hopkin non si scompone. Franz chiede ai personaggi una tangente per stare zitto, che gli viene data prontamente.
  • Van Hopkin viene convinto a non bruciare il villaggio dai personaggi, sulla base del fatto che sono così ben organizzati contro il vampiro, e che il vampiro ha attaccato anche loro. Lo convincono anche del fatto che il vecchio ha agito da solo, impazzito dal dolore.
  • Dopo uno scontro verbale col capitano, il capitano cede e lascia a Van Hopkin libertà totale sul fortino e sui suoi uomini. Van Hopkin è soddisfatto, inizia ad organizzare le ronde.
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Capitolo 17: le cose si complicano
Tutta l'ospitalità della Silvania!

Van Hopkin: “Io non ho più una figlia. Anzi, non l’ho mai avuta. Sigmar mi ha dato un’altra cosa da dimenticare.”

Van Hopkin: “Ma… cosa c’è in questa zuppa?”
Vecchio [sorridendo mentre il sangue gli cola dagli angoli della bocca]: “Tutta l’ospitalità della Sylvania!”

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(Nell’immagine qui a fianco, il vecchio che avvelenò il cacciatore di streghe.)

  • I personaggi, d’accordo con le guardie, si organizzano per attendere il vampiro. Organizzano una trappola con Dieter sulla torre del forte a gridare, le guardie nascoste etc.
  • Il vampiro attacca il villaggio, uccide i membri di una famiglia, gli altri scappano, la casa va a fuoco. Il capitano e un drappello di guardie vanno al villaggio a controllare, ma è troppo tardi.
  • La famiglia che ha subito l’attacco si rifugia al forte. Sono molto vaghi a riguardo, anche se parlano di una bestia con vestiti da donna stracciati e bianchi (come Helga dovrebbe apparire in forma di Zulo). Le domande dei personaggi li scocciano tanto che, a un certo punto, se ne vanno.
  • Poco dopo che la famiglia ha lasciato il forte, arriva Van Hopkin. Solo con Mandiola. Sostiene di aver ammazzato la propria figlia e che tutte le guardie di Wadenhof sono morte nello scontro. Il racconto è privo di dettagli, e sospetto. Mandibola da strambo sembra diventato pazzo e parla pochissimo, ride a sproposito, tende a evitare tutti. A conti fatti, Van Hopkin sostiene di aver incontrato e ucciso la figlia la stessa notte in cui essa ha attaccato i personaggi. I conti potrebbero tornare, ma i personaggi sono nel dubbio. Vorrebbe infatti dire che Helga è scappata dai personaggi (attacco durante il primo turno di guardia), si è curata in qualche modo, ha volato per decine di chilometri e poi ha incontrato Van Hopkin, che l’ha stesa. Ma allora chi è il vampiro che ha attaccato il villaggio?
  • La visita di Van Hopkin al villaggio inizia male, con la pistola puntata alla solita vecchia che dalle mura grida insulti e maledizioni agli stranieri, e finisce in tragedia. Dopo aver terrorizzato una popolazione già ostile, minaccia di morte il vecchio capofamiglia di quelli che si sono trovati la casa bruciata e due morti. Quando esamina la casa mezza bruciata insieme ai personaggi, il vecchio gli offre una zuppa. Avvelenata. Van Hopkin ne mangia pochissima, ma collassa sul tavolo sputando sangue.
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Capitolo 16: Making plans, gathering the clans

DIETER: “…quindi domani dobbiamo venire al villaggio e ricevere l’assistenza della vostra sacerdotessa di Shallya.”
IL BULLO: “LO SAPEVO CHE ERA TUTTO UN PIANO PER METTERE LE TUE LURIDE MANI SU MIA SORELLA!”

(Sessione di pianificazione e dialoghi.)

http://www.youtube.com/watch?v=aMQgjZ4nwyQ

  • Malconci dopo il feroce scontro con le creature della notte, i personaggi si dirigono verso il forte.
  • Il capitano Otto è molto sospettoso, “non me la contate giusta!”. Non si spiega come mai Isabel (incontrata precedentemente) sia insieme ai personaggi e come tutti arrivino dal sentiero che va nel bosco, verso le rovine del tempio di Sahllya, la direzione opposta a quella di Wadenhof. Non crede al fatto che adesso lavorino per Van Hopkin.
  • Dopo lunghe discussioni, alla fine il capitano crede ai personaggi.
  • Sia il forte che il villaggio sono in emergenza, nessuno esce di notte, porte sbarrate, turni di giorno ridotti e turni di notte aumentati.
  • I personaggi passano la notte svegli a giocare a carte col capitano. Dieter perde una cinquantina di penny. Parlando con lui, con il medico e con le guardie che si avvicendano nella stanza, si raccolgono varie informazioni e pettegolezzi.
  • Il giorno dopo, il capitano prova a convicere i popolani a collaborare, ma fallisce. Ci riuscirà al secondo tentativo, con l’aiuto dei personaggi, che espliciteranno il fatto di voler evitare una strage, sia per causa dei vampiri che per causa del cacciatore di streghe che sta arrivando.
  • Il capitano, abbastanza esplicitamente, fa capire ai personaggi che nno vuole il cacciatore di streghe a indagare su fortino e villaggio, e che li pagherà se eviteranno a Van Hopkin una sosta a Nurefhuss.
  • Siccome i due vampiri avevano le vesti bagnate di acqua limacciosa, vegono esaminati due pozzi. Uno è il pozzo del villaggio, che risulta essere pulito. L’altro è il pozzo di una vecchia fattoria abbandonata e ridotta in rovine. Esaminato da alcune guardie mandate dal capitano, non trovano niente di particolare, tranne che in effeti l’acqua è ferma e limacciosa.
  • Restano da esaminare la grotta dove Helga, Harold e il terzo aiutante di Van Hopkin erano tenuti prigionieri. Scende la notte, ancora.
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Capitolo 15: Corsa al massacro
Mai capitato di avere due vampiri che vi assalgono nella notte?
  • Dopo aver scoperto che ci sono altri vampiri oltre a Claudius, il rinnegato dei Von Carstein (sono stati attaccati dallo zombi dissanguato della guardia nasuta fuggita la notte prima), i personaggi decidono di portarsi dietro il cadavere della guardia dissanguata come prova. Per sicurezza, legano il detto cadavere a un albero.
  • Subiscono un attacco combinato. Uno zombi-esca e due vampiri. Lo zombi del nipote mutato dei Dimtrescu si trascina lungo il sentiero (non ha le gambe perché mutate in tentacoli e poi amputate dalla nonna primadi fuggire). Lo zombi è controllato. Anche la guardia di Wadenhof nasuta morta, che resta legata, in realità, vede e percepisce.
  • Ci sono due vampire: la vecchia Dimitrescu che vuole vendicare il marito, e Helga Van Hopkin, la figlia del cacciatore di streghe.
  • La battaglia è furibonda, la vecchia arriva in forma di Zulo (ha il sangue del rinnegato! Gangrel! Alè!) e, dopo essersi presa una raffica di frecce, ferisce gravemente Dieter e Isabel prima di essere uccisa.
  • Helga all’inizio si tiene in disparte e usa arco e frecce. Quando la vecchia viene annichilita, si incazza arriva in corpo a corpo.
  • I personaggi provano a farla ragionare, e per un attimo Helga tentenna. Ma il tentativo fallisce, e lo scontro prosegue. Qualcosa deve essere andato davvero storto, visto che Helga sostiene di essere innamorata di Claudius e di volerlo vendicare.
  • Gravemente ferita, Helga si allontana volando in forma di Zulo.
  • I personaggi notano che sia gli stracci da popolana di nonna Dimitrescu che gli abiti di buona fattura di Helga sono fradici di acuqa gelida.
  • Dieter si è salvato perché, nel suo turno di guardia, stava nascosto nei rovi. La vecchia Dimitrescu mirava a lui, per vendicare il marito.
  • Frida è fuggita in preda al panico. E’ poi riuscita a tornare in tempo per centrare Helga con due frecce e contribuire alla sua fuga.
  • Brontir, Isabel e Dieter hanno tutti ferite critiche.
  • Torgrim ha perso un punto fato.

(1 punto fato, 5 punti follia, 19 punti fortuna.)

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Capitolo 14: il ritorno della Banshee
Addentrarsi nella Sylvania di notte guidati da un pazzo.

“Let’s torch the house.”
Van Hopkin due millisecondi dopo aver osservato da lontano la casa dei Dimitrescu

“To me!, sons of Sigmar… For the Empire!”
Van Hopkin si incazza durante l’attacco della banshee

  • Dopo una notte all’addiaccio al freddo, il gruppo (PNG: Van Hopkin, Mandibola e quattro guardie dello Stirland; PG: Torgrim, Frida, Dieter, Brontir, Isabel) riparte. Persi nella brughiera, impiegano tutto il giorno per ritrovare la casa dei Dimitrescu. I personaggi riescono a parole a convincere Van Hopkin di non essersi persi, ma di aver fatto un giro più lungo per evitare il ponte di Santa Kattarina.
  • Il gruppo si accampa fuori dalla casa dei Dimitrescu, dopo che Van Hopkin l’ha esaminata e data alle fiamme. Van Hopkin continua a dirsi speranzoso riguardo al fatto che la figlia sia persa nei boschi.
  • Durante la notte, la banshee del ponte di Santa Helma arriva ad assaltare l’accampamento. Non riesce a uccidere nessuno, anche se ne ferisce molti e ne mette in fuga ancora di più. Alla fine sarà scacciata da Van Hopkin che prega col talismano magico di Harold.
  • Una delle guardie, fuggendo, ignora i richiami di Dieter che la colpisce alla schiena con una balestrata. Quando tutti si riuniscono dopo l’attacco della banshee, la guardia ferita da Dieter manca all’appello.
  • Il gruppo si divide in due squadre: da una parte Van Hopkin, le tre guardie sempre più demotivate e Mascella; dall’altra i personaggi. La prima squadra si dedica alla ricerca di Helga Van Hopkin, la seconda al recupero e al conseguente sterminio di quel che resta dei Dimitrascu. Van Hopkin è stato categorico a riguardo, perché “sono stati toccati dal male”.
  • I personaggi decidono di ignorare i segni della slitta lasciata ormai quattro giorni prima da nonna Dimitrescu ed i suoi nipoti in fuga, e correre indietro al villaggio, dalla sacerdotessa Sara, per chiedere ausilio.
  • Lungo la strada, i personaggi incontrano uno zombi. Si tratta della guardia fuggita durante l’attacco della banshee. Ri-uccisolo, lo esaminano. E’ morto dissanguato, e ha sengi di denti (canini acuminati) su un fianco, dove le vesti sono imbevute di sangue. Un esame più attento del morso rivela una bocca piccola, ma non abbastanza piccola per essere quella di un bambino, e numerosi denti mancanti. I sospetti cadono su nonna Dimitrescu. I personaggi, emotivamente, sono lievemente scossi.
  • Arrivati al tempio abbandonato di Shallya, ai confini del bosco, si accampano e mandano Isabel a cercare aiuto. La scelta cade su di lei perché non è mia stata vista né a Nurefhuss né al fortino, ed è umana (Brontir potrebbe accompagnarla, ma i nani sono malvisti dai villici silvani).
  • Isabel viene avvicinata dalle guardi del fortina, accampa scuse e dopo un’iniziale battibecco con il capitano del forte, viene fatta entrare, rifocillata e costretta a pagare un pedaggio.
  • Isabel scopre che sono tutti in subbuglio per via del vampiro, ne temono la presenza, non escono di notte e i cittadini non escono nemmeno dalle mura. Non c’è più nessuno nei campi.
  • Contro il consiglio dei soldati, Isabel va al villaggio. Non la lasciano entrare, ma dopo aver parlato un po’ col bullo appostato sulle mura, alla fine le aprono le porte e la lasciano conferire con Sara. (Nel frattempo, mentre attende l’arrivo di Sara, Isabel è bersaglio degli insulti e delle maledizioni di una vecchia.)
  • Facendo accostare Sara con la scusa di una confessione, Isabel riesce a spiegarle la situazione.
  • Sara è trattenuta a forza dagli abitanti del vilaggio mentre tenta di uscire e le porte si chiudono davanti a lei.
  • Isabel torna all’accampamento. Il gruppo si prepara per la notte, attendendo Sara.
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Capitolo 13: ritorno alla casa dei Dimitrescu
Che bello avere un cacciatore di streghe che ti dice cosa devi fare.

“Il servizio qui è ottimo. La mia stanza, tuttavia, avrebbe bisogno di una ripulita.”
Matheus Van Hopkin, parlando distrattamente con l’ oste mentre scende le scale dopo aver ammazzato Harold.

Mentre il sangue di Harold Roth macchia il pavimento in legno della locanda del Puledro Impennato, Van Hopkin si dà da fare. Dopo aver interrogato i personaggi, decide che è il caso di andare a recuperare sua figlia. Dà disposizione ai personaggi di trovarsi fuori dalla taverna nel giro di due ore.

  • Dieter resta a mangiare e bere in taverna. Visto che le spese sono coperte da Van hopkin, ordina due bottiglie di vino bretonniano e del formaggio. Durante la sua permanenza, un drappello di guardie irrompe nella taverna e, in silenzio, prelevano il corpo di Harold e lo trascinano via.
  • Kurtz esce portandosi dietro tutte le sue cose, razioni incluse. Alla domanda “Ma dove vai?”, risponde “Da qualche parte.”
  • Torgrim e Frida vanno a cercare di ottenere delle armature. Torgrim disperde una folla di bambini cenciosi colpendone uno con uno scappellotto e un altro con un pugno sulla tempia che lo lascia per terra riverso e incosciente. Solo una bambina vagamente deforme e ritardata resterà a fissare il nano con sguardo vacuo. Torgrim le darà un pezzo di formaggio.
  • Dopo aver chiesto ai passanti, che li evitano e/o li odiano, finalmente i due riescono ad arrivare ad una via di fabbri e forgiatori. Faranno la conoscenza di un fabbro lievemente squilibrato che rifiuta le lettere. (Sono le lettere scritte da Sara.) Il fabbro sostiene che, sì, può procurare loro delle armature, o forgiarle lui stesso. Sempre che paghino!
  • Visto che non hanno avuto succeso, i due si dirigono al Tempio di Shallya di Wadenhof, senza avere idea che è chiuso e circondato da una piccola folla di disgraziati, malati e morenti. Spicca un vecchio magrissimo praticamente indistinguibile da uno zombi, e una donna impazzita che stinge al petto un neonato morto, avvolto da un panno saturo della putrdine del cadavere.
  • Riescono a farsi spazio tra questi disperati che, quando diventano troppo insistenti, vengono distratti dal lancio di una forma di formaggio, cui corrono dietro come cani. I personaggi riescono ad avere accesso al tempo facendo passare le lettere attraverso lo spioncino.
  • All’interno del tempio vi è un chierico grasso, calvo, con capelli biondissimi tagliati secondola tonsura e occhi azzurro intenso. Porta le vesti bianche di Shallya, al fianco destro una balestra arrugginita, inutilizzabile, e al sinistro una mazza. Questo chierico è assistito da un mezz’uomo che Frida trova estremamente ridicolo. Non solo perché è il primo che vede, ma anche perché è un personaggio rubizzo che parla usando i verbi all’infinito, senza declinarli. Il chierico, all’inizio, è molto sulla difensiva. Quando i personaggi gli fanno notare che lavorano per Van Hopkin, cambia completamente tono e diventa ossequioso, quasi spaventato. Dopo una breve trattaiva, dona a Frida la veste di maglia che tiene sotto le vesti, vecchia, troppo larga e di bassa qualità, e spiega a Torgrim che è l’unica armatura che possiede.
  • Nel fattempo, in taverna sono arrivati due mercenari assoldati da Van Hopkin: un nano e una donna. Giungono anche lo stesso Van Hopkin, il fabbro e quattro guardi cittadine di Wadenhof, molto svogliate. Van Hopkin porta al collo il medaglione magico di Sigmar appartenuto ad Harold, quello usato per scacciare la Banshee.
  • Non v’è traccia di Kurtz, che è sparito senza salutare e senza lasciare messaggi. Van Hopkin non vuole aspettare, decide di partire subito e viaggiare anche di notte.
  • Il piano è di tornare alla casa dei Dimitrescu e muoversi da lì alla ricerca di sua figlia, dispersa nei boschi.
  • I personaggi, siccome sono pagati 3 CO per il disturbo, più 10 scellini al giorno, piùle spese, decidono di tentare di allungare il cammino il più possibile. Siccome non c’è un sentiero preciso per arrivare dalla strada per Wadenhof alla casa, è ancora più facile perdersi.
  • E, in effetti, i personaggi si perdono. Fingono però di sapere benissimo dove si trovano, e dopo ore di estenuante, lenta e pericolosa camminata notturna, decidono di accamparsi al limitare della foresta.
  • Mentre si sta preparando il campo, Frida ode una delle guardie raccomandarsi sottovoce a Khorne, pregando. Lo fa presente a Van Hopkin, il quale, dopo essersi gingillato un po’ con le guardie, sornione, lasciando intendere il peggio, muove le sue accuse. La guardia è terrorizzata, nega, balbetta. Scatta il finimondo e il nano mercenario si lancia in carica contro la guardia, che para la sua carica fortunosamente. Le altre tre guardie indietreggiano e sono pronte a fuggire, ma Van Hopkinriporta tutti all’ordine. L’intervento di Torgrim, pacificatore (ovvero 01 di tiro su Sim), evita che la guarda si prenda una rivoltellata in testa.
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